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Rullante batteria: cos’è e come sceglierlo

PAH!

Se sei un batterista, sai già cosa significa, se invece hai intenzione di comprare una batteria e stai cercando di scoprire cos’è un rullante allora provo a darti una spiegazione sintetica: quando una persona imita malamente, con la voce, il suono di una batteria, il 90% delle volte fa un chiarissimo “tu-tu-pah”, dico bene? Ecco, quel “pah” è il suono del rullante in versione lo-fi.

 

Cos’è un rullante per batteria?

Il rullante è un tamburo, parte fondamentale dei kit completi di batterie acustiche, ma suonato anche da solo in bande e orchestre. Fa parte degli strumenti membranofoni, in cui il suono è prodotto dalla percussione di una membrana tesa. È composto da un fusto, solitamente in legno o metallo e da due pelli, pelle battente sopra e pelle risonante sotto, messe in tensione da due cerchi in metallo cosparse di tiranti (dei blocchetti in metallo).

La caratteristica principale e punto di distinzione degli altri tamburi è la cosiddetta cordiera, una serie di fili di metallo tesi sulla pelle risonante che, ad ogni colpo sulla pelle battente, vibrano e producono quel suono caratteristico di “schiaffo”, quel “PAH” che si distingue dagli altri tamburi e che ha segnato la storia della batteria.

 

Rullante batteria: cenni storici

Da migliaia di anni l’uomo percuote cose con dei bastoni per provocare rumori e suoni di ogni tipo, ma è solo da circa 100 anni che è nata la prima batteria. L’origine del rullante, invece, è più incerta e complicata, ma sicuramente più antica.

Dobbiamo tornare indietro di almeno un millennio, in Africa, dove si utilizzavano tamburi che, grazie all’ausilio di piccole strisce di budello essiccate stese sulla pelle battente producevano il tipico suono ronzante. Per trovare il vero antenato del rullante dobbiamo spostarci di qualche secolo in avanti, alla comparsa del “tabor”, durante il medioevo. Questo è uno strumento da suonare con una mano sola a doppia membrana, la cui pelle battente era sempre ricoperta da fili di budello secchi come cordiera.

Da lì il rullante si è evoluto ed è cambiato radicalmente nel corso degli anni, creando una vera e propria cordiera in metallo e spostandola sulla pelle risonante, la cui tensione può essere modificata tramite l’ausilio di un attrezzo, chiamato in gergo macchinetta, posto sul lato del fusto.

Come scegliere un rullante per batteria

Il rullante sta al centro del set, ricoprendo il ruolo di principe della batteria. Essendo un elemento imprescindibile dell’intero set lo userai spesso e, in molti casi, lo maltratterai riempiendolo di “botte”. Prima o poi dovrà essere cambiato e, molto probabilmente, cercherai di fare un salto di qualità; è fisiologico. Come scegliere quindi il tuo prossimo (o il tuo primo) rullante?

Il fusto

Il fusto è l’elemento più importante del rullante, rappresenta il corpo del tamburo e determina buona parte del suono. Sono parecchi gli elementi da tenere in considerazione e alcune combinazioni tra questi possono stabilire da soli la scelta del tuo prossimo rullante per batteria.

  • Diametro del fusto: più il fusto è largo e più produrrà una nota profonda.
  • Profondità del fusto: la profondità del fusto determina il corpo del suono, non la nota.
  • Spessore del fusto: più il legno è spesso e più la frequenza sale, aumentando la nota prodotta.
  • Densità del legno: un legno più morbido risponderà ed incentiverà frequenze più basse, un legno più duro lavorerà meglio sulle alte frequenze.
  • Legno del fusto: i legni sono tanti e possono cambiare radicalmente il suono finale del rullante. Generalmente vale la regola della densità con alcune eccezioni; alcuni legni hanno un suono più caldo e altri lavorano bene sulle basse frequenze nonostante la loro durezza. Per riassumere possiamo citare i legni più comuni:
    • Acero: il più comune, di media densità e tendente alle alte frequenze.
    • Bubinga: legno africano che esalta le basse frequenze nonostante la sua durezza.
    • Betulla: di media densità e con delle frequenze molto basse.
    • Pioppo: simile all’acero ma più leggero ed enfatizza le frequenze basse.
    • Quercia: duro e tendente alle alte frequenze.
    • Mogano: produce una nota molto precisa che decade in fretta, tende sulle basse frequenze con un suono corposo.
    • Ciliegio: produce un suono caldo e legnoso, simile all’acero come suono e lavorabilità.
    • Noce: legno duro, tendente alle alte frequenze.

 

Le pelli

Cambiare la pelle del tuo rullante può variare sensibilmente il suono prodotto. Una pelle corretta può esaltare le caratteristiche del rullante, al contrario, una pelle sbagliata o usurata può influenzare negativamente la qualità del suono.

  • Pelli monostrato: le più diffuse, sono composte da un solo strato sottile di plastica di spessore variabile, che si aggira comunemente attorno agli 0,2 mm. Il suono che ne deriva è solitamente più aperto e brillante, la pelle risonante è generalmente più sottile. Questo tipo di pelle è usato soprattutto in generi come il jazz dove il decadimento delle armoniche può essere apprezzato in modo generalmente più lento.
  • Pelli doppio strato: composta da due strati di plastica, una pelle doppio strato è solitamente usata per la pelle battente. L’attacco è meno aperto e più definito, infatti, in generi come punk, rock, metal e anche pop, sono molto usati proprio per la loro caratteristica precisione e resistenza.
  • Sabbiate: le pelli sabbiate sono ricoperte da una vernice granulosa che ne contiene il suono, bloccando parte del range di frequenze sprigionate. Inoltre, sono perfette per essere suonate con le spazzole. Questo è il tipo di pelle più utilizzata sui rullanti.

La pelle risonante è di solito una pelle monostrato trasparente accordata abbastanza alta. Questo perché una pelle più spessa e allentata andrebbe a vibrare troppo a lungo, creando frequenze indesiderate.

Rullante in legno o rullante in metallo?

Argomento difficile da riassumere in poche righe, molti sostengono che i rullanti in legno abbiano un suono più scuro e morbido, quelli in metallo più chiaro, brillante e ricco di armoniche. La verità è che ci sono moltissimi tipi di legno e metallo, influiscono anche la qualità costruttiva e il resto delle sue componenti. In generale, se si sceglie di acquistare un rullante in metallo si possono tenere in considerazione questi fattori:

  • Acciaio: attacco rapido, suono chiaro e brillante che copre un ampio range di frequenze.
  • Alluminio: molto simile all’acciaio, generalmente con meno armoniche.
  • Rame: suono meno persistente, più preciso e con meno armoniche.
  • Ottone: simile al rame ma più caldo e con una maggiore concentrazione di frequenze basse.

Le informazioni sono poche e, mi rendo conto, molto riassuntive. Usale come indicazione generale per capire in quale direzione andare, quando hai deciso quale suono vorresti per il tuo rullante, ascoltalo: se cerchi bene su internet puoi facilmente trovare un esempio di come suona e capire se è quello che fa al caso tuo!

 

Le proposte di Dampi

Dampi ha una vasta selezione di rullanti per batteria, dai più economici, sui 100€, a rullanti che valgono più di 1.000€ per la qualità dei loro materiali:

Rullante Pearl DMP1455S/C260

Dimensioni: 14''X5.5''

Legno: acero

Prezzo: € 149,00

Rullante Tama DKP137-MKR

Dimensioni: 13"x7"

Legno: kapur

Prezzo: € 225,00

Rullante Ludwig Black Magic LW5514

Dimensioni: 14''X5''

Legno: ottone nichelato brunito

Prezzo: € 449,00

Rullante Drumart DA1455AC

Dimensioni: 14''X5.5''

Legno: acero

Prezzo: € 673,00

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