Bacchette Per Batteria

Le bacchette per batteria, chiamate anche drumstick, rappresentano indubbiamente il punto centrale di qualunque batterista, a tal punto da essere diventate nel tempo uno dei simboli principali di chi si dedica alla batteria. Le bacchette per batteria sono il mezzo, il tramite, l’intermediario tra te e lo strumento, vera e propria estensione dei tuoi arti superiori.

Quando prendi in mano le bacchette sei già un batterista. Ricordo con piacere che, prima di potermi permettere una batteria vera, suonavo di tutto: una volta disponendo i cuscini sull’angolo del divano per imitare lo strumento, un’altra riempiendo di secchi e lattine il cortile. Ovviamente mi odiavano tutti ma, con in mano le bacchette, potevo letteralmente suonare qualsiasi cosa.

Come scegliere le bacchette per la batteria?

Le bacchette per batteria si distinguono per diversi parametri, alcuni in apparenza molto misteriosi; inutile dire che scegliendo le bacchette sbagliate diminuiscono nettamente anche le prestazioni. Materiale, spessore, peso e lunghezza sono sicuramente alcuni tra i parametri più ovvi da considerare e possono variare di molto la tipologia di bacchette per batteria da comprare nel caso di generi e modi di suonare diversi.

Materiale

Le bacchette per batteria possono essere di tanti materiali diversi che possono conferire al tocco, sia come presa che al colpo sullo strumento, una propria particolarità tipica. Il legno la fa da padrone ma le bacchette moderne possono essere costruite anche in materiali particolari come la resistente fibra di carbonio. Il tipo di legno influisce direttamente sia sul peso che sul suono prodotto dai colpi; solitamente le bacchette sono prodotte in legno di noce, d’acero, di quercia, palissandro, ebano, faggio, betulla e altri, ma i più comuni sono questi:

  • Legno di noce: solitamente è legno di noce americano (hickory), il più comune, arrotondato, denso e flessibile, si adatta a tutti i generi musicali.
  • Legno d’acero: leggero e adatto a stili veloci ma delicati, come il jazz.
  • Legno di quercia: il più denso e resistente, perfetto per chi suona rock, metal e altri generi dove servono colpi potenti e precisi.

Lettere e numeri

Hai già visto un paio di bacchette per batteria? Se sì, probabilmente avrai anche notato alcune lettere e numeri stampati sopra ogni bacchetta. Queste sigle apparentemente incomprensibili indicano approssimativamente peso, consistenza e circonferenza dei drumstick, così da avere un indizio immediato sulla tipologia che cerchiamo. Le lettere possibili sono 3 e ciascuna dà informazioni circa il peso e la consistenza della bacchetta:

  • A: bacchette leggere indicate per brani veloci e con molte sfaccettature.
  • B: bacchette leggermente più dense delle A, usate in genere per pop, rock e generi dai colpi più “definiti”.
  • S: bacchette piene e pesanti, delle vere e proprie locomotive quando si tratta di generi come metal e affini.

I numeri invece forniscono informazioni riguardo alla circonferenza del set e, per quanto sembri illogico, minore è la cifra e maggiore è il suo spessore. Per esempio le 5A sono più spesse delle 7A, le 2B sono invece più spesse delle 5A. I modelli più comuni sono:

  • 7A: sottili e leggere, usate soprattutto per stile jazz per colpi agili e delicati.
  • 5A e 5B: bacchette bilanciate ma resistenti, adatte a tutti quei generi dove il volume è importante ma è necessario comunque mantenere delle dinamiche agili.
  • 2B e 3S: come è facile intuire, sono bacchette grandi e pesanti utili per generi pesanti e ricchi di volume, qui la resistenza è un altro fattore fondamentale.

La punta delle bacchette

La punta può essere un parametro importante nella scelta delle bacchette per batteria perché può essere fatta o rinforzata da diversi materiali, con forme particolari, sprigionando suoni completamente diversi tra loro. La forma della punta può variare il suono prodotto in base alla superficie di contatto con la pelle del tamburo o con il piatto:

  • Punta tonda: per qualsiasi angolo di contatto si utilizzi, la bacchetta per batteria a punta tonda non cambia il suono prodotto, ideale dove serve una certa precisione armonica.
  • Punta triangolare: a seconda dell’angolo battente cambia radicalmente il timbro prodotto, con un angolo piatto si produce un suono pieno e corposo, mentre usando un angolo acuto si produce un suono più alto e penetrante.
  • Punta ovale: una via di mezzo tra le due, permette di controllare bene il suono senza creare picchi di frequenze, l’ideale per chi inizia ed è interessato a questo tipo di approccio.

Spesso la punta è in legno, producendo un suono più caldo e corposo, facendo vibrare però molto i piatti. La meno comune punta in plastica (o in nylon), invece, dà un tocco in più alla pelle dei tamburi, strozzando leggermente la vibrazione dei piatti.

Bacchette di riserva e tipologie particolari

Esistono poi bacchette per batteria particolari, come le bacchette luminose per chi cerchi un accessorio originale e divertente.

Il prezzo delle bacchette per batteria può variare da pochi euro a qualche decina di euro per i modelli più prestigiosi. Non fidatevi soltanto del primo impatto! Provate diverse bacchette, soprattutto agli inizi, e compratene sempre qualche paio in più in caso di emergenza, le bacchette si rompono spesso a prescindere dal loro spessore. L’importante è continuare a suonare!