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Violino elettrico

Il violino elettrico fa parte della categoria dei cordofoni ma si distingue da quello acustico - usato nelle orchestre sinfoniche e negli ensemble di musica da camera - per la presenza di un pick-up che elettrifica il suono tramite un amplificatore. 

Il magnete può essere collocato nella cassa armonica dello strumento (in questo caso si potrebbe definire elettro-acustico), mentre nei modelli propriamente elettrici è già inserito nel corpo, che spesso non è di legno come in quelli tradizionali. 

Il violino elettrico è stato sperimentato per la prima volta nelle big band americane negli anni Venti. Pioniere di questo strumento è senza dubbio il violinista afroamericano Stuff Smith che lo amplificò con un artigianale pick-up elettrico. Gli anni Quaranta videro la sua diffusione grazie alle aziende Electro Stringed Instrument Corporation e National Valco. Successivamente anche la celebre Fender si è confrontò con questa particolare variante del violino. 

All'inizio degli anni Settanta c'è stato un notevole incremento dell'uso del violino elettrico nel rock e nel jazz. Musicisti come Jean Luc Ponty e Jerry Goodman (entrambi di formazione classica) suonarono il violino elettrico in maniera virtuosa nel gruppo jazz Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin. Anche alcune rock band come King Crimson, Jethro Tull e Van Der Graaf Generator impiegarono lo strumento ad arco elettrificato. Artisti come David Cross, Eddie Jobson e Graham Smith introdussero con successo le vaste possibilità timbriche e armoniche del violino elettrico. 

Struttura violino elettrico

Il violino elettrico genera suoni tramite l'amplificazione elettrica e non impiega una gamma di frequenze emesse dalla cassa armonica, ma solamente dal supporto di amplificazione. Di solito la cassa di risonanza è composta in legno massiccio e i vari componenti in ebano. 

Il pick-up è posto sul ponte. Il violino elettrico ha bisogno di un accessorio con il quale si suona: l'archetto, che di solito è fatto di legno e tiene in tensione i crini che, sfregati sulle corde, producono la vibrazione sonora del violino. Per gli strumenti ad arco amplificati sono stati progettati alcuni modelli in vetroresina e in fibra di carbonio.

Sul corpo sono presenti due entrate, una parte per la cuffia e l'altra per il collegamento con l'amplificatore. Inoltre ci sono le regolazioni del volume. Alcuni modelli sono assemblati in acero duro. 

La componente elettronica è presente con un preamplificatore che consente di scegliere tra due timbriche sonore ben distinte. La prima è caratterizzata da una bassa impedenza tipica degli strumenti ad arco, mentre la seconda opzione crea un suono più vicino a quello acustico. Nel violino elettrico è presente un sofisticato hardware di precisione che offre un'accordatura perfetta (dietro il ponte) e che ha consentito di eliminare le tipiche chiavette e la paletta. 

Questi violini elettrici hanno un design estremamente raffinato e originale e sono molto leggeri, quindi confortevoli per il musicista che non si affatica durante le esecuzioni più lunghe. Alcuni esemplari sono disponibili anche nella versione a cinque corde.

Il violino elettrico, come dicevamo, è prevalentemente impiegato al di fuori della musica classica, dove la sua versatilità è particolarmente apprezzata. Tuttavia, è talvolta diffuso anche come strumento da studio, funzione in cui torna estremamente utile la possibilità di eseguire in cuffia (in modo da non disturbare i vicini) e quella di registrare le proprie performance direttamente in formato digitale.

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