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Pianoforte digitale

Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni ‘80 è avvenuta una vera e propria rivoluzione tecnologica grazie al passaggio dall'elettronica analogica a quella digitale. I primi strumenti musicali a subire la radicale trasformazione sono stati i sintetizzatori, poi è stata la volta del pianoforte digitale

Soprattutto nella musica rock la presenza sul palco di un voluminoso pianoforte a coda acustico comportava problemi di trasporto e spostamento. Inoltre, la meccanica di questo strumento, a causa della sua delicatezza aveva bisogno di grande cura (stando attenti agli urti e all'umidità). Lo stesso valeva anche per i primi ingombranti sintetizzatori analogici. La prima svolta nella storia dei pianoforti non acustici avvenne nel 1977 con l'introduzione del pianoforte a coda elettrico Yamaha CP70 seguito poi dal celebre CP80.

Pianoforte digitale: i vantaggi

Questo strumento, anche se doveva essere amplificato, aveva le corde e i martelli e produceva un suono simile a quello di un pianoforte acustico: il grande vantaggio era che il piano elettrico Yamaha era più piccolo e più leggero. Il pianoforte digitale si affermò nel decennio successivo di pari passo con la creazione dei campionatori. Essi, infatti, riproducevano molto fedelmente qualsiasi suono degli strumenti acustici (dal piano a coda e clavicembalo a tutti gli strumenti a fiato). 

La grande novità del pianoforte digitale è quella del suono, soprattutto sul registro grave, dove erano evidenti le lacune dei precedenti piani elettrici. La tecnologia digitale dei campionatori ha virtualmente annullato il divario del suono, della timbrica e della dinamicità tra un pianoforte a coda e il suo "concorrente" digitale. Un altro vantaggio di questo strumento è che  non ha bisogno di accordatura e, grazie alla presenza dell'uscita Midi, può essere connesso con altri strumenti elettronici e con un computer. Un pianoforte digitale collegato ad un pc, con un programma musicale adatto, è in grado di riprodurre il suono fedele di qualsiasi strumento. 

I sistemi di amplificazione

L'unico punto debole di un moderno pianoforte digitale è la scelta di un efficiente sistema di amplificazione. Questi strumenti, non avendo la grande cassa armonica e le corde di un pianoforte, devono "affidarsi" ad un amplificatore che renda al massimo le capacità del suono digitale. 

Attualmente il miglior sistema per amplificarli è quello dei sofisticati e costosi sistemi di multi-amplificazione e linee di ritardo: sono in grado di creare un’eccellente e fedele riproduzione del suono acustico. 

Questi problemi si presentano quando si suona un pianoforte digitale dal vivo mentre, in uno studio di registrazione professionale, la presenza di attrezzature elettroniche di riverbero e altri effetti possono aumentare la qualità del suono digitale. 

Pianoforte digitale: la qualità della tastiera

Altro aspetto fondamentale per lo strumento è la qualità della tastiera, che deve essere pesata o dinamica. Essa ha una funzione decisiva per il timbro dello strumento: se un tasto si pigia delicatamente il suono sarà basso, mentre se lo si suona con forza il suono sarà più alto.

Nei modelli più perfezionati e costosi i tasti sono in legno con una meccanica a martelletti in miniatura. Questo meccanismo, nei pianoforti digitali, serve a riprodurre il peso e l'inerzia naturale del tasto. In alcuni esemplari li si può trovare in avorio sintetico proprio per regalare la stessa sensazione che si ha nel suonare un modello acustico.

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